Scuola Leonardo da Vinci Roma

Livello B2/N8

Lezione 4 - esercizio 3

Inserisci la forma corretta, poi premi "Controlla" per verificare le tue risposte. Usa il pulsante "Aiuto" per avere un indizio e vedere una lettera della forma da inserire. Fai attenzione, perché perderai alcuni punti se userai "Aiuto".
Scegli il verbo adatto e coniugalo al tempo opportuno (IMPERFETTO, PASSATO PROSSIMO, TRAPASSATO PROSSIMO)

indossare – invitare – andare – nascere – vedere – nascere - fare – rimanere – urlare - domandare

Sono passati cinque anni dal giorno del mio matrimonio con Anna, e sono passati in un lampo. Nel mezzo del lampo, tre anni e mezzo fa, Flavio, nostro figlio. Giovedì pomeriggio soli a casa, io e lui, e per tenerlo buono, gli vedere l’album delle fotografie del nostro matrimonio. Le guardavo insieme a lui, commentando ogni faccia, ogni vestito, ridevamo, lui mille cose, spingendo le sue dita cicciottelle sui visi, sui vestiti. Improvvisamente mi sono reso conto con meraviglia di quanto quelle fotografie mi riportassero alla memoria non solo ogni frase di quel giorno, ma tutte le storie tra me e ogni volto delle foto. Ecco accanto a me nella foto coi testimoni, serio e impettito, Marco, mio amico dalle elementari. Tutte le storie legate a lui: il primo motorino, le partite allo stadio dove avevamo conosciuto Anna a sedici anni. Ecco zio Renato nella foto di gruppo, è l’unico che sta facendo casino, che è venuto mosso, e il ricordo di me da bambino, forse all’età di mio figlio, quando in moto con lui, d’estate, sulla sua Honda, a 120 all’ora, senza casco, lui coi baffi alla messicana, e mia madre che come una pazza perché ci da lontano. E mio padre che sorride appena, accanto a mia madre, in chiesa in prima fila; mio padre e la sua bonaria serenità, il ricordo di lui che la sua tuta da meccanico, lui e la gioia che mi dà vederlo giocare con mio figlio.
E zia Rita, e Marcello e tutti gli altri…
Flavio mi ha spinto la faccia con la sua manina, mi ha obbligato a guardarlo.
“Papà?”
“Che c’è, tesoro?”
Mi guardava serio, quasi offeso, io non capivo…
“Ma voi mi volete bene?”
“Ma che domande. Certo che ti vogliamo bene!”
“E allora perché non mi al vostro matrimonio?”
Avrei voluto ridere come un pazzo ma mi sono sforzato e gli ho risposto serio: “Ma tesoro di papà, tu ancora non ! Altrimenti saresti stato il re della festa!”
Mi ha guardato rassicurato, l'ho baciato.

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