Scuola Leonardo da Vinci Roma

Livello B2/N8

Lezione 8 - esercizio 3

Inserisci la forma corretta, poi premi "Controlla" per verificare le tue risposte. Usa il pulsante "Aiuto" per avere un indizio e vedere una lettera della forma da inserire. Fai attenzione, perché perderai alcuni punti se userai "Aiuto".
Coniuga i verbi al tempo opportuno


ricordare - essere – fare – essere – generare – scoprire - essere – cambiare – essere - conoscere

Storia della Radio

Chi ha inventato la Radio? Guglielmo Marconi. Errato. L’inventore della radio non è lui. Molto più giusto affermare che il signor Marconi ha mostrato al mondo quello che altri già .
Il lungo percorso del mezzo radiofonico iniziò con Micheal Farraday (1792-1867) che, dopo alcune ricerche, notò che l’ago di una bussola direzione in presenza di elettricità, e affermò con certezza che l’elettricità i campi magnetici. Antonio Pacinotti, fisico italiano, sfruttò le scoperte di Farraday per inventare la dinamo. In questo modo fu possibile produrre elettricità tramite energia meccanica. J. C. Maxwell scoprì a livello teorico l’esistenza delle onde elettromagnetiche, ma H. R. Hertz a individuarle a livello pratico. Proprio Hertz può essere considerato il genio della radio.
Augusto Righi arrivò a scoprire che l’atmosfera piena di correnti elettriche. Eduard Branly (1844-1940) inventa una tecnologia: il Coherer, un rilevatore e allo stesso tempo ricevitore di onde elettromagnetiche. Senza questa invenzione, capace di mostrare sperimentalmente l’esistenza delle onde elettromagnetiche, nessuno Marconi oggi.
In pochi sanno che, in Brasile, nel 1893 Roberto Landell De Moura (1861-1928) riuscì a trasmettere un impulso da una parte all’altra, a una distanza notevole. Anche in Russia, Alexander Stepanovich Popov riuscì a far capire che possibile trasmettere un messaggio da un punto a un altro, ma non lo in modo plateale come poi fece Guglielmo Marconi.
Si arrivò così all’esperimento di Marconi che diede vita alla radio. L’unica vera invenzione di Marconi fu la messa a terra del filo, per il resto tutto già si
Gli ultimi due passi prima di raggiungere la radiodiffusione furono compiuti nel 1900 e nel 1901. Nel 1901 l’ingegnere Reginald Audrey Fessenden fu il primo a trasmettere la voce umana utilizzando un microfono telefonico. Ma l’anno precedente, nel 1900, arrivò la vera invenzione che ci fa dire: "è nata la radio”: John Fleming diede vita al diodo, una valvola termodinamica capace di trasformare l’impulso elettrico in suono. Il Diodo un componente insostituibile della radio, della televisione, dei calcolatori e di molti altri apparecchi elettronici fino all’invenzione del Transistor.
Ecco, così è nata la Radio, quel piccolissimo mezzo di comunicazione che ci piace ascoltare tutti i giorni, a tutte le ore, e che non ci stancheremo mai di amare.

(adattato da radiospeaker.it)