Scuola Leonardo da Vinci Roma

Livello C1N9 seconda parte

Lezione 5- esercizio 2

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Il ponte del diavolo

Nel veneziano, sull’isola di Torcello, lungo la strada che collega il porticciolo alla piazza principale del paese, esiste un ponte molto caratteristico dal nome piuttosto inquietante: il ponte del diavolo. Gli studiosi ritengono che la sua edificazione (RISALIRE) al XV sec. nonostante le fondazioni si innestino su strutture preesistenti, databili al XIII sec. e appartenenti a un precedente ponte più piccolo rispetto all’attuale.
L’origine del nome del ponte resta ancora sconosciuta. Alcuni pensano che possa essere connessa al cognome di un antica famiglia locale (Diaboli), altri credono invece che la denominazione (COLLEGARSI) a una leggenda davvero singolare che narra quanto segue.
Durante l’occupazione austriaca di Venezia, una ragazza del luogo s’innamorò, contraccambiata, di un ufficiale dell’esercito nemico. La famiglia di lei da subito ostacolò la relazione e fece di tutto per mettere fine alla storia d’amore fra i due. Per prima cosa allontanò da Venezia la fanciulla ma lei trovò ugualmente il modo per vedere il fidanzato di nascosto. Un giorno, però, il giovane ufficiale non si presentò all’appuntamento con la sua amata. Lei continuò ad attenderlo per giorni fin quando non scoprì che il ragazzo era stato ucciso e che tutti sospettavano che i mandanti dell’assassinio (ESSERE) proprio i genitori della fidanzata. La ragazza si lasciò andare allo sconforto, smise di mangiare e non volle più uscire. I genitori, addolorati, capirono il tragico errore che avevano commesso, al quale però non potevano rimediare. Qualche tempo dopo un amico andò a trovare la povera fanciulla e le rivelò che (ESISTERE) una possibilità di riportare indietro il suo innamorato: sarebbe dovuta andare da una strega. La giovane corse a casa della fattucchiera e lei fu ben lieta di aiutarla. La strega fece un patto con il diavolo: il giovane ufficiale sarebbe stato riportato in vita in cambio delle anime di sette bambini cristiani. La giovane era talmente disperata che acconsentì. Il contratto fu stipulato; restava solo da scegliere il luogo dove (AVVENIRE) lo scambio e il diavolo propose il ponte del Torcello, luogo appartato e, soprattutto, senza chiese nelle vicinanze. Pochi giorni prima di Natale la strega e la ragazza si recarono sul luogo dell’appuntamento. Verso mezzanotte la fattucchiera prima consegnò alla fanciulla una candela accesa e una moneta d’oro e poi evocò il diavolo che si manifestò nero e gigantesco di fronte a lei. Senza dire nulla il demonio prese la moneta della fanciulla e poi gettò nell’acqua una piccola chiave d’oro. Non appena la chiave (TOCCARE) l’acqua, dall’altro lato del ponte apparve il giovane ufficiale austriaco. La ragazza allora raggiunse il suo innamorato, soffiò sulla candela accesa e l’oscurità li avvolse entrambi, (PORTARE+LI) in un luogo senza tempo e senza spazio dove poterono finalmente vivere la loro storia d’amore indisturbati. Ma il diavolo voleva essere pagato: sette anime era il prezzo pattuito e la consegna sarebbe dovuta avvenire la notte del 24 dicembre nelle vicinanze di quello stesso ponte. Il maligno e la sua adepta non si erano accorti però che un giovane, acquattato dietro a un cespuglio, li (SPIARE) ed era venuto a conoscenza del loro accordo. Volendo salvare la vita ai sette bambini, il ragazzo seguì la strega fino a casa, e dopo essersi assicurato che quella (DORMIRE) , appiccò il fuoco alla casupola di legno e paglia. In poco tempo, casa e strega furono ridotti a un mucchietto di cenere. Il diavolo però non venne a sapere della morte della strega e il 24 dicembre si recò comunque, come stabilito, al ponte del Torcello, attendendo invano il suo carico di anime cristiane. Si dice che da allora ogni vigilia di Natale, un gatto nero (GIRONZOLARE) nelle vicinanze del ponte, aspettando ancora che la strega giunga a portargli le sette anime promesse…

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